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Il sesto senso

Quando cinque modi di percepire il mondo non bastano

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Chief Minister’s 6th sense” titola ieri in India il Deccan Chronicle a proposito del politico Nallari Kiran Kumar Reddy.

C’è un diffuso sesto senso che con Renzi il PD avrebbe vinto le elezioni” sostiene il quotidiano Libero.

How Curebit has a sixth sense into e-commerce startups”, si chiede ieri il popolare blog Americano TechCrunch.

In tutto il Mondo si parla di sesto senso. Ebbene, rompiamo un tabù: non c’è niente di strano nell’avere un sesto senso. Il sesto senso lo abbiamo tutti. Generalmente, infatti, si pensa che ogni persona sia dotata di cinque sensi: la vista, l’ udito, il tatto, il gusto e l’olfatto. Tuttavia esistono almeno altri tre sensi che non godono delle luci della ribalta:

– la termopercezione, ovvero la capacità di percepire il freddo e il caldo

– la nocicezione, ovvero la capacità di percepire il dolore

– il senso dell’equilibrio, ovvero la percezione del proprio corpo e della propria testa in relazione allo spazio.

Alla lista si potrebbero aggiungere anche le più complesse proprietà di propriocezione, enterocezione e percezione cinestetica.

Risulta quindi evidente che non c’è nulla di particolarmente originale nell’avere un indefinito sesto senso.

La società si sviluppa e i tempi cambiano: se nel ventunesimo secolo un politico vorrà vantarsi di avere qualcosa in più degli altri, dovrà far propri non sei, ma almeno 10-11 sensi.

@savebers