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La Grecia a corto di medicine
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La Grecia a corto di medicine

Secondo il governo greco le multinazionali farmaceutiche stanno intenzionalmente limitando le forniture di medicinali nel Paese ellenico

01 Mar. 2013

La Grecia sta affrontando una grave carenza di medicinali a causa di un blocco delle spedizioni da parte delle multinazionali farmaceutiche.

Il governo greco ha elaborato un elenco di più di 50 aziende farmaceutiche accusate di aver bloccato o di star pianificando il blocco nella fornitura dei medicinali a causa dei prezzi bassi del Paese. Tra queste Pfizer, Roche, Sanofi, GlaxoSmithKline e AstraZeneca.

“Le aziende hanno cessato tali forniture perché la Grecia non è un Paese redditizio. Il blocco è volto a evitare che i loro prodotti siano esportati da intermediari in altri Stati più ricchi grazie sfruttando i prezzi greci, tra i più bassi in Europa”, ha dichiarato il professor Yannis Tountas, presidente dell’Organizzazione nazionale per i medicinali, che si occupa della regolamentazione dei farmaci.

Il ministero della Salute stima che oltre il 25 per cento di tutti i farmaci che entrano in Grecia sono effettivamente riesportati.

In tutto il Paese iniziano a scarseggiare più di 200 prodotti farmaceutici di diverso tipo, compresi i trattamenti per l’artrite, l’epatite C e l’ipertensione, medicinali per abbassare il colesterolo, agenti antipsicotici, antibiotici e anestetici.

Ci sono forti preoccupazioni che i farmaci possano essere importati da intermediari così da far crescere i prezzi e peggiorare ulteriormente la condizione economica delle famiglie greche.

Ad Atene i farmacisti hanno descritto scene drammatiche con cittadini che corrono di farmacia in farmacia alla ricerca di medicinali che gli ospedali non possono più fornire.

Dimitris Karageorgiou, segretario generale dell’Associazione farmacisti panellenica (organismo che rappresenta i farmacisti greci) ha dichiarato che le forniture sono diminuite del 90 per cento.

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