Me

Il mondo questa settimana

Uno sguardo agli eventi più importanti degli ultimi sette giorni

Immagine di copertina

Il mondo questa settimana 19

Il 24 e 25 febbraio si sono tenute in Italia le elezioni parlamentari. Il risultato non è però servito a migliorare la situazione del Paese, già in crisi economica e politica da tempo. Il maggiore partito di centro sinistra guidato da Pier Luigi Bersani ha conquistato per un soffio la maggioranza alla Camera, ma non al Senato. Il partito dell’ex premier Silvio Berlusconi ha acquisito un numero di seggi considerevole, accompagnato dal Movimento 5 stelle del comico Beppe Grillo. Il panorama delle possibili coalizioni resta alquanto incerto e un Parlamento diviso renderà ancora più difficoltoso guidare il Paese fuori dalla crisi.

Le elezioni presidenziali a Cipro sono state vinte dal leader conservatore Nikos Anastasiades, che ora dovrò affrontare l’arduo compito di concludere le trattative sul piano di salvataggio del Paese entro la fine di marzo.

Il presidente cubano Raúl Castro ha iniziato un nuovo mandato di 5 anni annunciando che sarà il suo ultimo incarico presidenziale. A questo annuncio ha accompagnato anche la rivelazione del nome del suo possibile successore, Miguel Díaz-Canel, ex ministro dell’Educazione e primo vice presidente. La nomina di Díaz-Canel rappresenta una svolta nella leadership politica di Cuba, con la cessione del potere a una generazione che non ha partecipato alla rivoluzione.

Elba Esther Gordillo, detta ‘La Maestra’, a capo del sindacato degli insegnanti Snte, nonché una delle donne più potenti del Messico, è stata arrestata con l’accusa di aver sottratto più di 120 milioni di euro dai fondi sindacali. Il suo arresto arriva il giorno dopo che il governo ha promulgato importanti riforme al sistema educativo.

Chuck Hagel, ex senatore repubblicano eletto per due mandati nel Nebraska, ha prestato giuramento mercoledì scorso in qualità di segretario alla Difesa degli Stati Uniti. Dopo settimane di opposizione da parte di ampi settori dello stesso partito repubblicano, il Senato ha dato il via libera alla sua nomina con 58 voti contro 41.

Lunedì 25 febbraio Park Geun-Hye ha prestato giuramento come primo presidente donna della Corea del Sud, promettendo tolleranza zero per le provocazioni della Corea del Nord e chiedendo a Pyongyang di “abbandonare le sue ambizioni nucleari”. Come leader della quarta economia asiatica, Park, 61 anni, è chiamata ad affrontare diverse sfide, tra cui quella del rallentamento della crescita e dell’aumento dei costi del welfare.

Almeno 17 persone, tra le quali dieci agenti della polizia locale afghana (Alp), sono rimaste uccise in un attacco sferrato nella notte del 26 febbraio contro un checkpoint nella provincia di Ghazni, nell’Afghanistan orientale. La polizia locale afgana è una milizia creata nel 2010, con il sostegno degli Usa, nel tentativo di sconfiggere gli insorti e proteggere villaggi e distretti in cui è ridotta la presenza di uomini delle forze di sicurezza di Kabul. L’Alp è composta da circa 10 mila uomini, tra i quali vi sarebbero molti afgani accusati di crimini di guerra e altri abusi.

Il presidente delle Filippine, Benigno Aquino, ha firmato un testo di legge che istituisce un fondo d’indennizzo per le migliaia di vittime della dittatura di Ferdinand Marcos, 27 anni dopo la sua destituzione. Circa 150 milioni di euro, sostanzialmente denaro di cui il dittatore si era indebitamente appropriato, saranno distribuiti agli oppositori o agli aventi diritto. Il denaro è stato recuperato dal governo filippino da conti in Svizzera.

Le grandi potenze del Gruppo 5+1 e l’Iran hanno partecipato il 26 e il 27 febbraio ai negoziati ad Almaty, in Kazakistan, nel tentativo di mettere fine alla crisi nucleare iraniana. Le grandi potenze del 5+1 (Usa, Francia, Gran Bretagna, Russia, Cina, e Germania) hanno proposto un alleggerimento delle sanzioni contro l’Iran se Teheran accetta di rivedere il suo controverso programma nucleare.

Il Fronte di salvezza nazionale, che rappresenta la maggior parte dei partiti di opposizione egiziani, ha deciso di boicottare le elezioni parlamentari di fine aprile. La coalizione ha dato l’annuncio durante una conferenza stampa tenuta da uno dei suoi leader, Sameh Ashour, e trasmessa in televisione. La decisione, ha detto, “è stata presa all’unanimità”. Quello che chiede l’opposizione è una legge che garantisca un voto libero e trasparente, senza brogli.

L’esercito siriano ha intensificato gli attacchi con missili nelle aree controllate dai ribelli. Durante la settimana tre missili sono stati lanciati sulla città di Aleppo e nella vicina Tel Rifat. Negli attacchi, riferisce l’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch, sono morte almeno 141 persone, tra cui 71 bambini. “Ho visitato molti luoghi in Siria che hanno subito attacchi, ma non ho mai visto tanta distruzione”, ha dichiarato Ole Solvang, ricercatore di Human Rights Watch.