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Chi vince, chi perde, chi governa

I risultati delle elezioni politiche in Italia e le prime reazioni della stampa estera

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Chi vince, chi perde, chi governa

I risultati delle elezioni italiane prevedono un futuro incerto per chiunque riceva dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l’incarico di formare un nuovo governo. Alla Camera dei deputati la coalizione di centrosinistra (Pd+Sel+Centro Democratico+Svp) ottiene la maggioranza relativa di un soffio con il 29,54 per cento dei voti. Mentre la coalizione di centrodestra guidata da Berlusconi si ferma subito dietro, a 29,18 per cento. Lo scarto è minimo, ovvero lo 0,36 per cento, circa 125.000 voti a livello nazionale.

Il Movimento 5 stelle (M5S) raggiunge da solo il 25,55 per cento, superando il Pd (fermo a 25,42) e diventando così il primo partito per voti ottenuti alla Camera. La coalizione centrista guidata da Mario Monti rimane ferma al 10,56 per cento. Rivoluzione Civile (2,25 per cento) e Fare per fermare il declino (1,12 per cento) non superano la soglia di sbarramento del 4 per cento e non ottengono alcun seggio.

Per quanto riguarda i seggi assegnati, secondo l’attuale legge elettorale la coalizione che ottiene la maggioranza relativa dei voti ottiene la maggioranza assoluta grazie un premio minimo di 340 seggi. Grazie a questo meccanismo, per quanto lo scarto sia minimo tra le due maggiori coalizioni guidate da Bersani e Berlusconi, la Camera dei Deputati è in mano al centrosinistra.

Al Senato la situazione è invece molto diversa, nonostante le percentuali di voto siano abbastanza simili a quelle della Camera. Il centrosinistra ottiene il 31,63 per cento dei voti contro il 30,72 della coalizione guidata da Berlusconi. Il Movimento 5 stelle raccoglie invece il 23,79 per cento contro il 9,13 per cento del Centro guidato da Monti. Rivoluzione Civile e Fare si fermano rispettivamente all’1,79 per cento e allo 0,90 per cento.

Data la ripartizione dei seggi a livello regionale invece che nazionale come per la Camera, al Senato sarà complicatissimo costruire una maggioranza: il centrosinistra ottiene 120 seggi contro i 117 del centrodestra. Contando che la lista di Monti ottiene 18 seggi e il M5S ben 54, risulta difficile immaginare come mettere insieme una composizione così eterogenea di forze e formare una maggioranza di almeno 158 senatori che permetta di governare.

L’affluenza alle urne è stata in netto calo rispetto alle scorse elezioni del 2008, quando si recarono ai seggi oltre l’80 per cento degli aventi diritto al voto, contro il 75 per cento di questa tornata elettorale (quasi 32 milioni di elettori su oltre 42 milioni di aventi diritto al voto). Circa 10 milioni di elettori si sono astenuti dal voto.

La stampa estera non ha usato eufemismi per delineare il difficile futuro del Belpaese. La Sueddeutsche Zeitung ha titolato: “Regnano populismo, urla e bugie”. Il Wall Street Journal riporta che “le elezioni parlamentari italiane hanno confermato i peggiori timori degli investitori sull’instabilità politica italiana, che potrebbe ancora una volta scuotere l’Europa”. Il progressivo spoglio delle schede è coinciso infatti con un peggioramento nell’andamento dei mercati finanziari nel pomeriggio.

La Bbc parla di “nuova angoscia nell’Eurozona” e il francese Nouvel Observateur rincara la dose: “L’Italia è stata sommersa da un’ondata populista”. El Mundo dalla Spagna descrive così i risultati : “Destra e Sinistra pareggiano, mentre il populismo è la nuova terza forza”.

Il ministro degli Esteri tedesco Westerwelle ha dichiarato stamani che “In Italia è decisivo vi sia al più presto un governo stabile e in grado di agire per il Paese”. Il responsabile agli Esteri spagnolo, Jose Manuel Garcia-Margallo, ha rilasciato una dichiarazione dove esprime grande preoccupazione per gli effetti del voto italiano sullo spread: “Questo è un salto nel vuoto che non porta giovamento nè all’Italia nè all’Europa”.

La probabile instabilità del futuro governo italiano intanto ha scatenato una bufera sui mercati alla riapertura del lunedì, con perdite generali in tutte le borse del mondo per il clima di sfiducia degli investitori. Milano ha subito una raffica di sospensioni dei titoli italiani. Lo spread è tornato a superare quota 300. Proprio oggi ci sarà un’asta per 8,5 miliardi di Bot, titoli di stato a breve termine, mentre domani andranno in asta titoli di Stato a cinque e dieci anni.