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Il mondo questa settimana

Uno sguardo agli eventi più importanti degli ultimi sette giorni

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Il mondo questa settimana 18

L’apertura della crisi politica in Bulgaria con le dimissioni del primo ministro Boiko Borisov e dell’intero gabinetto da lui guidato non placano le proteste di massa contro il carovita (in particolare contro la forte impennata delle tariffe elettriche) e le misure di austerità in vigore nel Paese. Le manifestazioni nei giorni sono andate in crescendo e sono state caratterizzate anche da violenza e scontri nella capitale Sofia.

Il presidente uscente dell’Armenia Serzh Sargsyan è stato riconfermato alla presidenza nell’elezione del 18 febbraio scorso. La commissione elettorale centrale ha dichiarato che allo scrutinio del 99 per cento dei seggi, Serzh Sargsyan si è aggiudicato il 58,6 per cento dei suffragi, mentre l’ex ministro degli Esteri Raffi Hovhannisyan ha ottenuto una percentuale pari al 36,7 per cento dei voti.

Gli ospedali cattolici in Germania potranno somministrare la pillola del giorno dopo in casi di stupro. Lo ha deciso la Conferenza episcopale tedesca durante un incontro nella città occidentale di Treviri, chiarendo però che le cliniche non potranno somministrare farmaci che provocano la morte dell’embrione.

Questa settimana, la società Usa Mandiant, che opera nel settore della sicurezza, ha pubblicato un rapporto in cui attribuisce gli attacchi degli hacker all’esercito cinese. Nonostante Pechino continui a negare ogni coinvolgimento, le azioni di spionaggio informatico hanno prodotto tensioni tra i due Paesi e hanno indotto il presidente Barack Obama a predisporre un piano per fermarle.

Il presidente uscente dell’Ecuador, Rafael Correa, ha vinto le elezioni che si sono tenute domenica 17 febbraio nel Paese e potrà quindi mantenere il proprio incarico per altri quattro anni. Il leader di Alianza Pais ha ottenuto la attesa riconferma al primo turno, senza che si sia reso necessario il ricorso al ballottaggio il 7 Aprile.

È cominciato in Brasile il tour mondiale della dissidente Yoani Sànchez, autrice del blog “Generacion Y”, una delle voci più critiche di Cuba. Nel suo viaggio che durerà tre mesi toccherà complessivamente 12 Paesi, tra cui anche alcuni europei. La Sànchez non è l’unica a poter viaggiare: dal 14 gennaio, grazie alla riforma dei visti, i cubani sono autorizzati a lasciare il Paese.

Per la prima volta in 6 anni il numero di morti civili in Afghanistan è diminuito. Lo ha reso noto un rapporto delle Nazioni Unite in cui si dichiara che nel 2012 le vittime totali sono state 2.754, il 12 per cento in meno rispetto al 2011. Questa diminuzione, secondo l’Onu, sarebbe dovuta alla minore frequenza dei raid aerei e dei combattimenti di terra.

Sarebbero almeno 90 le vittime e più di 160 i feriti in seguito alla forte esplosione avvenuta nella città di Quetta, nel Pakistan. Il movimento terroristico sunnita pachistano Lashkar-e-Jhangvi ha rivendicato l’attentato, che ha colpito un obiettivo sciita. Si tratta del secondo episodio in questa città dall’ultimo attacco dello scorso mese, rivendicato sempre dallo stesso gruppo a causa del quale persero la vita altre 100 persone.

Hamadi Jebali, ex premier tunisino e segretario generale di Ennahda, il partito di maggioranza, ha respinto l’offerta di guidare un nuovo governo di coalizione. La situazione politica in Tunisia si è aggravata dopo l’omicidio del leader d’opposizione Chokri Belaid, assassinato lo scorso 6 febbraio mentre usciva dalla sua casa di Tunisi.

Dopo quasi un mese dalle elezioni politiche in Israele, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha concluso il primo accordo di coalizione con Tzipi Livni, ex ministro degli esteri e leader del partito Hatnua. Tzipi Livni sarà ministro della Giustizia nel prossimo governo Netanyahu e avrà l’incarico di guidare il team israeliano di negoziatori in qualsiasi futuro colloquio di pace con i palestinesi.

Ha avuto inizio il processo che vede come imputato l’atleta olimpico e paralimpico Oscar Pistorius, accusato di aver ucciso la sua fidanzata Reeva Steenkamp nella sua casa di Pretoria, in Sudafrica. Il caso, oltre ad aver sconvolto il mondo sportivo, è divenuto ancora più sorprendente alla notizia che lo stesso detective a capo delle indagini, Hilton Botha, è stato accusato di tentato omicidio.