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La stampa inglese contro Ratzinger
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La stampa inglese contro Ratzinger

I giudizi sul pontificato di Benedetto XVI da parte dei principali giornali britannici sono tutt'altro che lusinghieri

13 Feb. 2013

In un’Inghilterra anch’essa alle prese con una delicata transizione ai propri vertici religiosi, la stampa sta dedicando enorme spazio alle annunciate dimissioni di Benedetto XVI. Molti interventi sono tutt’altro che teneri. Sull’Independent, Geoffrey Robertson scrive che “il Papa può mollare, ma questo non cancellerà la sua complicità nei crimini perpetrati dalla sua Chiesa”. Il riferimento è a uno dei temi più controversi del corrente pontificato, lo scandalo dei preti pedofili: “Ratzinger indubbiamente disprezza queste persone, ma è sempre stato il ‘Papa struzzo’, l’accademico che ha tenuto la testa sotto la sabbia finché la tempesta è arrivata”. Robertson si spinge oltre: “Sotto Benedetto XVI, il Vaticano è stato nemico dei diritti umani. Ratzinger in persona ha denunciato l’omosessualità come un male, e sancito che le donne non hanno alcun diritto di abortire, nemmeno per evitare gravidanze derivanti da stupri o incesti.”

Sullo stesso giornale, è apparso oggi un editoriale senza firma che, pur con toni più sfumati, esprime anch’esso un giudizio fortemente critico sulla direzione assunta in questi anni dal Papa tedesco. Le dimissioni di Ratzinger “potrebbero fare al Cattolicesimo un favore”, titola l’articolo. “Una Chiesa che rifiuta di acconsentire al matrimonio per il clero, o alle donne-prete, o alle unioni dello stesso sesso, o il cui divieto del controllo ‘artificiale’ sulle nascite viene apertamente trasgredito, è una Chiesa condannata a continuare nel proprio declino”. Liberando il campo, il Papa rende possibile per le istituzioni ecclesiastiche un avanzamento “nel mondo di oggi”.

Il Guardian, dal canto suo, regala una piccola perla di irriverenza. Usando il nuovo strumento partorito da Google, ‘Correlate’, Andrew Brown ha indagato su quali sono i termini a cui Benedetto XVI viene più frequentemente associato dagli utenti nelle loro ricerche online. A quanto pare, i più gettonati sono ‘nazista’ e ‘gioventù hitleriana’.

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