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Il mondo questa settimana

Uno sguardo agli eventi più importanti degli ultimi sette giorni

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Il mondo questa settimana 14

Mercoledì 23 gennaio il premier britannico David Cameron ha annunciato che intende proporre un referendum sulla permanenza del Regno Unito nell’Unione europea. Secondo Cameron, il popolo britannico deve poter “dire la sua” sulla permanenza o sull’uscita del paese dall’Unione. La consultazione si terrà entro il 2017 e, sempre stando alle parole del primo ministro, sarà fondata su una scelta semplice: dentro o fuori dall’Europa. Le diplomazie europee hanno reagito. “L’Unione Europea vuole che la Gran Bretagna resti in Europa – ha detto il presidente della Commissione europea Manuel Barroso.

Si sono tenute domenica 20 gennaio le elezioni in Bassa Sassonia. La Cdu si conferma il primo partito con il 36 per cento ma vede calare i consensi di 6,5 punti, mentre i liberali dell’Fdp crescono fino al 9,9 per cento. Sull’altro fronte, l’Spd è al 32,6 per cento e i Verdi al 13,7 per cento. Il tonfo dei cristiano democratici rappresenta un campanello d’allarme per Angela Merkel che punta a ottenere la riconferma nelle elezioni federali del prossimo autunno.

Venerdì 25 gennaio un blitz della polizia in un deposito della metropolitana di Atene ha interrotto un sit-in dei lavoratori, impegnati da nove giorni in uno sciopero contro gli annunciati tagli salariali che ha portato alla paralisi la capitale greca. Il governo ha fatto ricorso a una legge di emergenza, minacciando di arresto i lavoratori che si rifiutano di tornare al lavoro. Non è ancora chiaro se il servizio di trasporto verrà ripreso regolarmente. L’azione della polizia, che ha visto impegnati un centinaio di agenti in tenuta anti sommossa, ha avuto luogo poco prima delle 4 del mattino. La polizia ha fermato tre persone, successivamente rilasciate.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha ripetuto, questo lunedì, il suo giuramento d’ufficio, lanciando il suo secondo mandato. Durante i 15 minuti del discorso inaugurale, il presidente ha esposto in modo progressivo l’agenda per i prossimi 4 anni, in cui figurano anche interventi riguardo il cambiamento climatico e le leggi sull’immigrazione.

La cittadina francese Florence Cassez, detenuta in Messico da 7 anni e condannata in appello per sequestro di persona, delinquenza organizzata e porto d’armi, è stata liberata mercoledì 23 gennaio in seguito a una decisione della Corte Suprema messicana che ha valutato, per la seconda volta in 10 mesi, il ricorso costituzionale presentato dai legali della ragazza.

Il governo del Venezuela farà causa al quotidiano spagnolo El Pais per la pubblicazione, nell’edizione cartacea e on-line di giovedì 24 gennaio, di una presunta fotografia di Hugo Chavez intubato, risultata poi falsa. Lo ha annunciato in una conferenza stampa il ministro dell’Informazione, Ernesto Villegas, spiegando che sarà chiesta una riparazione dal quotidiano spagnolo per la “grave offesa cui è stata assogettata la dignità del presidente della Repubblica”. Dal canto loro i responsabili della testata madrilena si sono scusati e hanno spiegato di aver ricevuto il negativo dall’agenzia fotografica Gtres OnLine.

Giovedì 24 gennaio ha avuto inizio il processo ai cinque imputati per lo stupro e l’omicidio di una studentessa 23enne a Nuova Delhi. La giovane, aggredita lo scorso 16 dicembre mentre si trovava su un autobus, ha riportato lesioni così gravi che nemmeno il trasferimento presso l’ospedale di Singapore è stato sufficiente a salvarla. L’episodio della brutale violenza ha sollevato, in India e nel resto del mondo, un forte sentimento di sdegno e un’ondata di proteste e di manifestazioni contro la scarsa sicurezza per la popolazione femminile.

La Corea del Nord ha annunciato la sua intenzione di procedere a un terzo test nucleare, dopo l’ultimo lancio del missile avvenuto lo scorso dicembre. La dichiarazione di Pyongyang è avvenuta solamente due giorni dopo l’inasprimento delle sanzioni Onu ed è stata chiaramente rivolta agli Stati Uniti, considerati “nemici giurati” del Paese asiatico.

Mercoledì scorso l’impianto energetico di estrazione di gas naturale di Amenas, situato nell’Algeria sud orientale, è stato preso d’assalto da un gruppo di 30 terroristi islamisti. Il personale tecnico dell’impianto, composto da lavoratori di diverse nazionalità, è stato preso in ostaggio per quattro giorni. Lo scontro tra le forze di sicurezza algerine e i terroristi ha provocato la morte di 37 dipendenti di nazionalità americana, britannica, francese, norvegese e giapponese.

In Mali il 21 gennaio le colonne corazzate francesi e maliane hanno fatto il loro ingresso nella città di Diabaly, conquistata all’inizio della scorsa settimana dai ribelli islamisti con lo scopo di assumere il controllo del nord del Paese. Nel frattempo, sono stati mandati dei rinforzi dalla stessa Francia e da altri Paesi africani della regione, coordinati dalla Nigeria, mentre non sono mancate le critiche per l’operazione di aiuto intrapresa dagli europei: il presidente egiziano Morsi ha condannato fermamente l’iniziativa francese.

Le elezioni generali in Israele hanno riconfermato la vittoria di Benyamin Netanyahu. Il primo ministro guiderà una coalizione di governo formata dal suo partito, il Likud, e da Yisrael Beitenu, formazione guidata da Avigdor Lieberman. Insieme hanno infatti conquistato la maggioranza relativa alla Knesset, 31 seggi. Ma la vera sorpresa delle elezioni è stato Yair Lapid, che con la sua nuova lista di centrosinistra si è aggiudicato ben 19 seggi.