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Bahrain, la rivolta continua
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Bahrain, la rivolta continua

Da più di un anno il governo di Manama tenta di soffocare le proteste della popolazione sciita

La maggioranza sciita del Bahrain (il 70%della popolazione) rivendica la mancanza di diritti e le discriminazioni che subisce da parte dalla minoranza sunnita al governo sostenuta dalla famiglia reale degli al-Khalifa. Quest’anno abbiamo assistito ad una intensificazione delle misure liberticide: dall’imposizione del divieto di manifestazione agli arresti dei leader religiosi e politici dell’opposizione, fino alla promulgazione della legge marziale. Nonostante si siano levate numerose voci della comunità internazionale in difesa dei diritti umani, da Amnesty a Human Rights Watch, il governo di Manama continua ad usare la violenza per soffocare il dissenso. La situazione politica nel piccolo stato rischia di far vacillare gli equilibri nella regione del Golfo, con Teheran schierata dalla parte degli sciiti e l’Arabia Saudita vicina al re Hamid bin Isa Al-Khalifa, mentre Washington continua ad osservare gli eventi dell’isola che ospita la Quinta flotta statunitense e che in passato è stata fondamentale nella guerre in Afghanistan e in Iraq.

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