Carovana migrante

Carovana migrante

È partita da Lampedusa e arriverà il 6 dicembre a Torino, passando per i luoghi simbolo dell'immigrazione in Italia

04 Dic. 2014  

Da dieci anni, un gruppo di donne attraversa il Centroamerica, passando per il deserto messicano di Chihuahua, uno dei principali corridoi lungo il quale viaggiano i migranti che cercano di raggiungere gli Stati Uniti.

Si tratta di una carovana di donne, le madri dei migranti scomparsi durante l’insidiosa traversata, che in molti casi si conclude con la morte.

Ma non è solo il deserto messicano a essere la tomba di tutti coloro che lasciano il proprio Paese in cerca di una vita migliore, perché lo è anche il Mar Mediterraneo. Per questa ragione, da quest’anno, anche l’Italia ha la sua carovana per i diritti dei migranti.

È partita lo scorso 22 novembre dall’isola di Lampedusa, luogo simbolo del viaggio di tante persone che lasciano l’Africa cercando di raggiungere l’Europa. Da lì si è spostata poi in Sicilia, e si muoverà per tutta Italia toccando diverse località significative per gli immigrati in Italia.

Secondo i dati raccolti dall’inchiesta Migrant Files tra il 2000 e il 2013, oltre 23mila migranti hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa. Più del 50 per cento in più rispetto a quanto indicato dalle statistiche ufficiali.

Di questi, almeno 6.400 sono morti durante il viaggio per raggiungere Lampedusa. Se invece si prende in considerazione l’intero Canale di Sicilia, le vittime sarebbero 8mila. 

La carovana ha toccato anche Pozzallo, porto siciliano al largo del quale lo scorso luglio sono morti 45 migranti, per poi spostarsi il giorno successivo a Rosarno, in Calabria, luogo in cui è diffusissimo il caporalato e in cui nel 2010 scoppiò una vera e propria rivolta degli immigrati dopo che alcuni di loro erano stati feriti da alcuni spari.

Dopo aver raggiunto la cosiddetta Terra dei fuochi, in Campania, la carovana ha toccato Roma, dove il 30 novembre ha ascoltato l’Angelus di Papa Francesco, e quindi ha proseguito verso nord, passando per la cittadina di Canelli, presso Asti, in cui due mesi fa è stata scoperta una tendopoli di bulgari costretti a lavorare in condizione di schiavitù.

Durante il percorso della carovana, prenderanno parte alle iniziative anche personaggi simbolo del tema dell’immigrazione, come il messicano padre Alejandro Solalinde, fondatore del movimento Hermanos en Camino, e Marta Sanchez Soler, del movimento migrante mesoamericano.

Il capolinea dell’iniziativa sarà Torino, dove ci sarà un convegno di chiusura il 5 dicembre – che si potrà seguire in diretta streaming a questo link. Il giorno seguente, sempre a Torino, ci sarà una festa aperta che includerà i racconti dei carovanieri e un omaggio ai 43 studenti messicani di Ayotzinapa, scomparsi in modo misterioso e successivamente ritrovati, stando alle ricostruzioni delle autorità.

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