Com’è andata veramente la storia dell’albergatore che cercava una cameriera da assumere
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Com’è andata veramente la storia dell’albergatore che cercava una cameriera da assumere

La storia, pubblicata dal Resto del Carlino e ripresa da Gramellini sul Corriere della Sera, mostra come la narrazione sui giovani che non vogliono lavorare porta a diffondere notizie false

17 Lug. 2017  

Circola da alcuni giorni la notizia di un albergatore emiliano che stava disperatamente cercando una cameriera da assumere per la stagione estiva, senza avere alcun successo. Alcune candidate avevano risposto che sarebbero state disponibili solo dopo le vacanze.

La notizia era stata inizialmente pubblicata sul Resto del Carlino, e poi ripresa da Massimo Gramellini sul Corriere della Sera. La storia però non era andata proprio come raccontato all’inizio.

Alessandro Gilioli, giornalista dell’Espresso, ha telefonato all’albergatore, Claudio Ortichi, e ha cercato di smontare la notizia, che si porta dietro una narrazione già sentita, sui giovani schizzinosi, non sono disposti a lavorare.

Ecco come sono andate realmente le cose.

L’albergatore Ortichi non ha mai pubblicato il fantomatico annuncio di lavoro, limitandosi a pubblicare sul suo profilo Facebook da 1.263 amici la richiesta, aggiungendo che la ragazza avrebbe dovuto conoscere un paio di lingue e ricoprire il ruolo di cameriera o receptionist ma senza specificare altro.

Qualche giorno dopo, secondo quanto riferisce Gilioli, l’albergatore avrebbe raccontato la vicenda a un amico giornalista, che ha elaborato la notizia sul Resto del Carlino, arricchendola di particolari.

“Difficile trovare un posto di lavoro? Più difficile trovare un dipendente, a quanto pare. Lo certifica, non senza amarezza, un albergatore castellano, Claudio Ortichi, proprietario del Park Hotel di viale Terme”, scriveva il giornalista.

E ancora: “Dall’alto della sua indiscutibile simpatia, a un certo punto Ortichi l’ha ‘buttata’ sul ridere, pubblicando tre giorni dopo un nuovo post in cui si precisa che «per quanto riguarda la ricerca della ragazza da assumere, si pregano le candidate di smettere di creare file all’entrata dell’hotel», sottolineando poi il giorno dopo, a scanso di equivoci, che «lo stipendio non è in sesterzi, ghinee, dobloni, perline o bottoni, ma in euro!», con tanto di stizzito punto esclamativo”.

Pare che invece, il 6 luglio, i curriculum arrivati fossero centinaia, come scritto da Ortichi sempre su Facebook, e come confermato da Gilioli sull’Espresso:

Dal Resto del Carlino al Corriere della Sera il passo è breve. E oggi, sul Caffè di Gramellini appare la stessa storia, raccontata con queste parole:

“Il signor Claudio Ortichi, albergatore di Castel San Pietro in provincia di Bologna, si era messo in testa di assumere una cameriera italiana. L’unico requisito era che sapesse parlicchiare un po’ di inglese. Suggestionato dalle statistiche sulla disoccupazione giovanile, si preparava a fronteggiare frotte di aspiranti, come nei concorsi per uno strapuntino da infermiera. Invece ha rimediato deserti sconfinati di silenzio, interrotti da qualche timidissima avance. Una ragazza gli ha detto che sarebbe stata libera soltanto ad agosto, perché prima in vacanza voleva andarci lei.

Un’altra si è dichiarata disponibile da subito, a patto che non le si chiedesse di lavorare durante i fine settimana, quando evidentemente immagina che negli alberghi si instauri un regime autarchico imperniato sul self-service. L’albergatore le ha provate tutte, persino a buttarla sul ridere, assicurando in un altro annuncio che lo stipendio sarebbe stato pagato in euro e non in sesterzi o ghinee. Ma alla fine della risata si è immalinconito pure lui.

Può darsi che, a dispetto delle statistiche, la situazione non sia ancora così disperata da rendere appetibili i lavori stagionali. Resta il fatto che l’entrata dell’hotel fronteggia quella di un istituto alberghiero a cui risultano iscritti novecento studenti. Bisognosi, si presume, di esperienze pratiche. E soltanto un paese squinternato come il nostro poteva allestire un sistema scolastico che non riesce a fare attraversare la strada neanche a uno di loro”

Gramellini non ha telefonato all’albergatore, come quest’ultimo stesso ha raccontato all’Espresso, né ha verificato se dal 31 maggio a oggi quei curriculum fossero arrivati. Scrivendo una serie di inesattezze, riprendendo parola per parola il pezzo del Resto del Carlino, ma arricchendolo con un po’ di sana retorica.